Giovedì 04 Giugno 2026
(La storia si scrive di notte) di Alejandro Alonso (Cuba/francia 2024, durata 20'). Un vasto blackout ha avvolto Cuba nell’oscurità. Per le strade, gli abitanti cercano di sfuggire al buio, mentre il fuoco delle fiaccole sembra preannunciare la fine di un’epoca. La notte secondo Alejandro Alonso, in concorso all’ultimo Festival di Rotterdam. In versione originale con sottotitoli in italiano.
“La storia si scrive di notte” annoda registri di paesaggi urbani, rurali, costieri, quasi sempre paesaggi periferici, comuni e insoliti allo stesso tempo, che, grazie all’immaginazione e all’intelligenza del regista, riescono ad allegorizzare “la lunga ombra” che si stende su di noi. Il film scolpisce in forma audiovisiva quel “stato di eccezione” storico descritto da Walter Benjamin come condizione e sorte degli oppressi. Alonso ha trovato questa volta nella notte, e nei “blackout” (i tagli di corrente, sempre più estesi, a cui sono sottoposti i cubani), la materia significante per il suo scopo…
Alla visione di “La storia si scrive di notte”, come accade con i suoi precedenti film, emerge un creatore capace di evadere le tentazioni del realismo in una Cuba la cui precaria contingenza invita a testimoniare ogni minuto della sua quotidianità. Come il pittore Pedro Pablo Oliva, che ha trasformato il motivo dei “blackout” in metafora del Periodo Speciale, Alonso prende questi tagli di corrente elettrica che affliggono le notti dei cubani e li elabora artisticamente, plasmando la loro materialità simbolica fino a imprimerci la violenza storica che piega questi tempi, fino a trasformarli in chiave esplicativa della sensibilità insulare, sempre più abbracciata alla fine di un’epoca, agli abissi della sua Storia. Lo stesso Alonso ha commentato in un’intervista, condotta da Dean Luis Reyes, di dovere molto a “Il grande blackout” di Oliva. Lì dice: “Sono passati trent’anni da quando è stato dipinto e il paese sembra non aver fatto un passo avanti, condannato alla stessa oscurità e tormentato dagli stessi demoni”.
Ma a differenza de “Il grande blackout”, sostenuto nel registro colorato e nell’iconografia infantile tipici di Oliva, “La storia si scrive di notte” opera con l’assenza di luce, con l’oscurità, con la notte come qualità della forma e come spazio vitale: una geografia sociale ulcera, vuota, distopica, dove gli uomini camminano perduti in cerca di segnali, dove vagano in attesa di un domani. In Alonso non c’è umorismo, costumbrismo, idiosincrasia; tutto ciò cede di fronte all’imponente disegno di un universo distopico, di un cosmo onirico, di una Cuba spettrale…
| Giorno | Orario | Titolo |
|---|---|---|
| Giovedì 04 Giugno 2026 |
20:50 | LA NUEVA OLA: LA HISTORIA SE ESCRIBE DE NOCHE |
Guarda la rassegna di cui fa parte questo film:
LA NUEVA OLA
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