Dal 12 Ott 2026 al 16 Nov 2026
Riprendono le proiezioni del Mabuse Cineclub al TerminaleCinema. Da lunedì 12 ottobre prende il via una rassegna dedicata al Maestro folle e geniale del cinema: Luis Buñuel. Sette film (ogni lunedì sera alle 21.15) + un documentario per approfondire la produzione del regista spagnolo fra surrealismo, iconoclastia e critica alla morale borghese. Tutte le proiezioni sono in versione originale sottotitolata in italiano. Ingresso unico 8 euro. Con tessera Mabuse 6 euro. Riduzioni per soci Terminale Cinema e Centro Pecci e per abbonati Teatro Metastasio
IL PROGRAMMA:
▪️ 12 ottobre: UN CHIEN ANDALOU + L’AGE D’OR
▪️ 19 ottobre: I FIGLI DELLA VIOLENZA
▪️ 26 ottobre: LUI
▪️ 2 novembre: ESTASI DI UN DELITTO
▪️ 9 novembre: L’ANGELO STERMINATORE
▪️ 16 novembre: TRISTANA
▫️ 26 ottobre + 9 novembre, ore 19.00: BUÑUEL, UN CINEASTA SURREALISTA di Javier Espada
L'INVASIONE DELLE IMMAGINI: IL CINEMA DI LUIS BUÑUEL
Esattamente cento anni fa faceva il suo esordio nel mondo del cinema uno dei registi più originali, uno degli artisti più eccentrici che questa Arte abbia mai conosciuto: Luis Buñuel. Nato nel 1900 a Calanda, una piccola comunità dell'Aragona, Buñuel viene cresciuto in un convento di gesuiti a Saragozza: un'esperienza che segnerà profondamente il suo percorso e farà dell'anticlericalismo uno dei temi ricorrenti della sua filmografia. Appena possibile fugge dagli insegnamenti cattolici (“Non è Dio che mi interessa, ma gli uomini”, dirà più avanti in un'intervista) e raggiunge Madrid, dove ha modo di studiare Lettere e di incontrare – fra gli altri – Federico Garcia Lorca e Salvador Dalì. Con quest'ultimo nasce ben presto un profondo rapporto di amicizia e di collaborazione artistica. I due cominciano a frequentare i circoli artistici catalani prima e surrealisti parigini poi. È proprio nella capitale francese che nel 1926 Buñuel fa la sua prima esperienza cinematografica come attore e assistente alla regia per Jean Epstein nel film Mauprat e due anni più tardi ne La caduta della casa Usher. Il desiderio di sperimentare con le immagini in movimento è tuttavia irresistibile per Buñuel e, nel 1929, scrive assieme a Dalì la sceneggiatura di quello che diventerà uno dei titoli più celebri di tutta la storia del cinema: Un chien andalou, da lui stesso diretto, a cui seguirà l'anno successivo L'age d'or. Iconoclastia, erotismo e scherno verso il conformismo e la morale borghese: in poco più di un'ora complessiva di cinema Buñuel apparecchia già in maniera rutilante quelle che saranno le coordinate della sua opera, in un bombardamento di stimoli visivi, irrituali (e taglienti) giustapposizioni di montaggio e scene tanto assurde da diventare per sempre iconiche. Dopo un breve rientro in Spagna, che dovrà ben presto abbandonare a seguito della guerra civile e dell'insediamento del regime di Francisco Franco, Buñuel si trasferisce in Messico, dove diventa il responsabile del doppiaggio in spagnolo dei film statunitensi. È proprio qui che inizia il momento più fecondo e interessante della sua produzione, in cui darà forma compiuta alla sua immaginazione e approfondirà la sua ricerca simbolica a servizio di plot così bizzarri da essere assieme folli e geniali. La nostra rassegna predilige anzitutto questo periodo, ingiustamente sottovalutato rispetto ai titoli più noti dell'ultima parte della sua carriera. Negli anni '60 fa la spola tra Francia e Messico per le sue produzioni e arrivano i primi riconoscimenti nei festival internazionali. Solo nel 1970 potrà finalmente fare ritorno anche in Spagna, dove dirige per la seconda volta la 'bella di giorno' Catherine Deneuve in uno dei suoi capolavori tardi: Tristana. La coda della sua filmografia è – paradossalmente – anche la più celebre, grazie alla consacrazione dell'Oscar nel 1972 e del Leone d'oro alla carriera, l'anno prima della sua morte, avvenuta nel 1983. Per il nostro omaggio abbiamo selezionato sette titoli dalla lunga parabola artistica di Buñuel, a cui si aggiunge il documentario di Javier Espada, presentato a Cannes Classics nel 2021, che ripercorre tutta l'opera del regista attraverso la lente del surrealismo: una visione del mondo che mai ha abbandonato l'insaziabile fame di immagini di un autentico Maestro del cinema. Buona visione!
Film legati a questa rassegna
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