Venerdì 18 Aprile 2025
Venerdì 18 aprile, alle 18:30 nella saletta "Mario Giansanti", Giovanni Grossi presenta il suo libro "Virtour capitali. In bici per l'Europa, tra città, fiumi e miraggi". Interviene, insieme all'autore, il drammaturgo, sceneggiatore e regista Nicola Zavagli.
Il vizio di pedalare per far conoscenza delle Virtù di sette capitali europee, nell'ordine, Vienna, Praga, Berlino, Copenaghen, Amsterdam, Bruxelles, Parigi: 3.799 km, non uno di più (ma nemmeno uno di meno), 15 km di salite (più o meno) e 51 giorni. La strada è la vera protagonista di questo libro, che aiuta a capire che la fatica non è fine a se stessa perché tutti i sensi si sentono coinvolti, sono in viaggio anche loro (tutti e cinque insieme) come una vecchia banda di amici. E ci sono anche l'acqua, il freddo e il vento contro, ma fanno parte del gioco. "Chi si ferma è perduto, ma si perde tutto chi non si ferma mai" canta Niccolò Fabi. E quindi? Quindi tra il dire e il fare non ci resta che pedalare. A volte a perdifiato, altre piano per non schiacciare le lumache che con i loro gusci hanno invaso la strada.
"Pedalo tutti i giorni perché mi piace farlo e perché ormai non riesco a concepire un modo diverso per assolvere ai doveri quotidiani come fare la spesa al discount sotto casa, ascoltare la musica, andare a lavorare sul lungArno partendo da casa mia sul lungoBisenzio, andare a casa per la Gloria, in Curva Fiesole, al Circolino in via Colombina alla Villa a due passi da dove è nato Carlo Monni, al cinema a vedere un film di cowboy e indiani, ai concerti di Francesco De Gregori e Niccolò Fabi, al teatro di Rifredi, a Itaca, al bar d'Angolo, dalla Lola, in piazza S. Spirito, all'orto di Spartaco a Piombino, a mangiare la frittura da Balestra sempre a Piombino, a trovare i miei figli alle Cure e a Legnaia, da Enrico alla libreria Alzaia, da Valfredo al circolo del Gorinello a mangiare la pecora, da Sergio a Dicomano a mangiare i tortelli e sulla Sieve a fare all'amore. È sempre stato così. Nel corso degli anni sono cambiate le mete e i motivi ma il mezzo è sempre stato lo stesso: la bicicletta".
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